Il
reddito prodotto dalla farmacia, sia in forma di ditta individuale che di
partecipazione in società di persone (s.a.s. e s.n.c.), è in via ordinaria imputato
per “trasparenza” direttamente alla persona fisica: all’imprenditore o al socio.
È quindi assoggettato in base alle disposizioni del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi, DPR 917/1986) all’Irpef
(Imposta sul reddito delle persone fisiche) ovvero ad un’aliquota progressiva, che
varia dal 23% al 43% a seconda degli
scaglioni di reddito realizzati. A prescindere che tali redditi siano stati effettivamente
prelevati/distribuiti dal farmacista imprenditore/socio.
L’approvazione
della Legge sulla concorrenza, introducendo le società di capitali quale
ulteriore forma di gestione della farmacia (privata), comporta la possibilità
di adottare un regime di tassazione completamente diverso, opposto a quello finora
naturalmente applicato.
Il
regime ordinario di tassazione dei redditi di impresa prodotti dalle società di
capitali è infatti quello dell’Ires (Imposta sul reddito delle società). Per
tali redditi il Tuir prevede due livelli di tassazione:

in capo alla società con un’aliquota fissa,
proporzionale (art.77, Tuir), pari oggi per effetto delle modifiche introdotte
dall’ultima Legge di Bilancio al 24%;

in capo alla persona fisica/socio/azionista, solo in caso
di distribuzione di utili/dividendi, con le aliquote marginali crescenti Irpef
(dal 23% al 43%).
A
complicare il quadro vi sono poi i regimi opzionali, che possono essere scelti
sia dalle ditte individuali/società di persone sia dalle società di capitali e
che si sostanziano di fatto nell’applicazione, con alcune sfumature, delle
regole del regime fiscale opposto a quello naturale.
È
così possibile, da un lato, che le società di capitali scelgano di essere
tassate per “trasparenza”, con diretta imputazione del reddito pro quota ai soci (artt. 115-116, Tuir),
e dall’altro che le ditte individuali/società di persone optino (art.55-bis, Tuir) per l’applicazione dell’Imposta
sul reddito d’impresa (Iri), e quindi per i due livelli di tassazione (società/persona)
propri delle società di capitali.
Pertanto
una delle prime conseguenze dell’approvazione della Legge sulla concorrenza è la valutazione anche sul piano fiscale
del regime fiscale più conveniente a cui ora è possibile assoggettare i redditi
derivanti dall’esercizio di farmacie private.
Giovanni
Loi
Commercialista Venezia