In
generale la Legge appena varata dal Parlamento, recependo il disposto dell’art.
47, comma 4, Legge n.99/09, è volta a rimuovere gli ostacoli regolatori, di
carattere normativo o amministrativo, all’apertura dei mercati; promuovere
(appunto!) lo sviluppo della concorrenza e garantire la tutela dei consumatori.
Nella
Relazione di accompagnamento al disegno
di legge
infatti, non solo si afferma che la libera concorrenza stimola la performance economica e offre ai
consumatori una scelta più ampia di prodotti e di servizi di migliore qualità e
prezzi più competitivi, ma anche e soprattutto si specificano la finalità che
la norma intende perseguire nel tempo. Gli obiettivi di:

lungo periodo: sono la crescita del Pil e
l’aumento del reddito e dell’occupazione;

medio periodo: sono l’aumento della
concorrenza e della contendibilità dei mercati dei servizi di riferimento e la
tutela dei consumatori;

breve periodo: sono l’eliminazione di
alcune barriere all’entrata e la riduzione dei costi per i consumatori.
Nella
Relazione sono inoltre individuati
alcuni indicatori (tratti dalla scienza economica) in grado di misurare il raggiungimento
dei singoli obiettivi.
L’Indice
di Lerner, ad esempio, misura il potere monopolistico di un’impresa in base ai
prezzi che riesce a praticare, mentre l’Indice di Herfindahi-Hirschman, misura
il grado di concentrazione del marcato in base al numero di imprese ivi
presenti.
Pertanto
il superamento delle piccole catene di farmacie, attraverso l’eliminazione del limite
massimo delle 4 farmacie per provincia, che aveva finora garantito la
parcellazione del mercato in una moltitudine di piccole e micro imprese
indipendenti, è quindi contrasto con le finalità generali della norma. Anzi, il
nuovo limite del 20% su base regionale, favorendo la concentrazione del mercato
in poche grandi catene, muove esattamente nella direzione opposta a quella
voluta o (se non altro) dichiarata.
A
tutta evidenza, paiono quindi una forzatura de tutto non convincente, da un
lato, gli obiettivi per il settore della distribuzione farmaceutica definiti nella
Relazione (nel breve: l’eliminazione
di un vincolo ingiustificato alla libertà di organizzazione dell’attività d’impresa,
mentre nel medio-lungo: la modernizzazione della distribuzione farmaceutica, la
differenziazione dell’offerta e la riduzione dei prezzi per i consumatori);
dall’altro lato, gli indicatori che dovrebbero misurare l’efficacia
dell’intervento (il numero delle società di capitali titolari di farmacie
costituite; il tasso di incremento di tale numero negli anni successivi al primo;
l’andamento del numero delle licenze per società titolare; livello generale,
nel medio-lungo periodo, l’indicatore del livello medio dei prezzi delle specialità
farmaceutiche e la marginalità media sui farmaci).
Giovanni
Loi
Commercialista Venezia