Dal primo di gennaio 2018 cresce il
numero di farmacie aventi diritto alla riduzione degli sconti passivi a favore
del Servizio sanitario nazionale.
Legge 4 dicembre 2017, n.172, all’art.
18-bis –Disposizioni in materia di
remunerazione delle farmacie per farmaci erogati dal Servizio sanitario
nazionale
– ha infatti stabilito:

Per
le farmacie rurali sussidiate il diritto ad applicare lo sconto forfettario di
1,5%
(invece degli sconti per fasce di
prezzo e della trattenuta aggiuntiva del 2,25%) qualora realizzino un fatturato mutualistico annuo inferiore ad euro
450.000,00
(il precedente limite era di euro 387.342,67);

Per
tutte le altre farmacie il diritto ad applicare una riduzione del 60% agli
sconti per fasce di prezzo e a non subire la trattenuta aggiuntiva del 2,25%,
qualora realizzino un fatturato mutualistico annuo inferiore ad euro 300.000,00

(il precedente limite era di euro 258.228,45).
Un
intervento senz’altro opportuno a sostegno delle “piccole farmacie”, piegate
negli ultimi anni dallo sfavorevole andamento della spesa sanitaria e spesso strutturalmente
incapaci, per dimensioni e posizione, di sviluppare le vendite libere.
Un
intervento però coerente con l’attuale sistema di remunerazione della farmacia,
ovvero dei farmaci a carico del Servizio sanitario nazionale. Un sistema di
remunerazione, quello attuale, anacronistico e in attesa di una completa revisione,
come stabilito dal legislatore ancora nel lontano 2010 e che, qualora non
intervenisse l’ennesima e inopportuna proroga, dovrebbe entrare in vigore già
dal primo gennaio 2018.
Giovanni
Loi
Commercialista Venezia