Tra le varie disposizioni contenute
nella Legge di bilancio, meritano un richiamo due importanti norme che
riguardano la Farmacia, sebbene più rivolte alla farmacia del futuro che a
quella di oggi.
Innanzitutto si segnala un intervento
a favore dell’Enpaf, considerato che, a seguito dell’approvazione della Legge
sulla concorrenza e quindi della possibilità anche per i “non-farmacisti”
(ovvero di soggetti non iscritti all’Istituto previdenziale di categoria) di
essere soci di società titolari di farmacia, avrebbe subito una pericolosa riduzione
delle proprie entrate.
La Legge di bilancio 2018 è quindi intervenuta
prevedendo che le società di
capitali, le società cooperative a responsabilità limitata e le società di
persone proprietarie di farmacie private, qualora i soci “non-farmacisti”
abbiano la maggioranza del capitale sociale, dovranno versare all’Enpaf un
contributo pari allo 0,5% del fatturato annuo netto iva.
Il contributo
dovrà essere corrisposto entro il 30 settembre di ogni anno con riferimento ai
valori di fatturato dell’anno precedente.
Un’altra importante disposizione
riguarda la “Farmacia dei servizi” che, come noto, stenta a decollare a causa della
ridotta, se non assente, convenienza economica per la farmacia: costretta a
sostenere elevati costi a fronte di ricavi spesso contenuti o irrisori.
Nella Legge di bilancio è previsto l’avvio in forma sperimentale della
remunerazione delle prestazioni erogate dalle farmacie con oneri a carico del
Servizio sanitario nazionale.
La sperimentazione riguarderà
complessivamente nove Regioni, con popolazione residente superiore ai due
milioni, distribuite lungo tutto il territorio nazionale, di cui tre verranno
selezionate dal Min. della Salute (di concerto col MEF e la Conferenza Stato-Regioni)
già nel 2018, altre tre nel 2019 e infine ulteriori tre nel 2020.
L’importo stanziato per la
sperimentazione è pari ad euro 6 milioni il primo anno, 12 milioni il secondo e
18 milioni l’ultimo.
Giovanni
Loi
Commercialista Venezia