Che
la Legge sulla concorrenza (Legge 4 agosto 2017, n.124) non fosse scritta bene
ce ne eravamo accorti tutti. La conferma (ufficiale!) è arrivata con l’inusuale
“grido d’aiuto” lanciato dal Ministero della salute al Consiglio di Stato in
seguito alla moltitudine di richieste di chiarimenti da parte di privati
cittadini, federazioni di ordini professionali, enti del Servizio sanitario
nazionale in merito alla corretta interpretazione delle nuove disposizioni.
L’incertezza
riscontrata nel formulare le risposte, l’importanza delle questioni sollevate e
probabilmente il timore che nei prossimi anni possa scaturirne un contenzioso
dalle proporzioni spaventose, ha spinto il Capo dell’Ufficio legislativo ministeriale
a formalizzare lo scorso 3 novembre una richiesta di parere al Consiglio di
Stato, quale Organo di consulenza giuridico-amministrativa, ai sensi dell’art.100
della Costituzione.
Il parere emanato a fine anno dalla
Commissione speciale all’uopo costituita in seno al Consiglio di Stato,
rispondendo ai diversi quesiti, ha fornito i seguenti chiarimenti:
1) Società
di capitali:
Nel prevedere la
titolarità dell’esercizio di una farmacia anche in capo alle società di
capitali, il legislatore ha inteso fare riferimento a tutte le tipologie di
società di capitali. Ne discende che possono essere titolari di farmacia le
Società a responsabilità limitata (Srl), le Società per azioni (Spa), le
Società in accomandita per azioni (Sapa).
2) Concorso straordinario, vincitori in
forma associata:
I farmacisti risultati
vincitori in forma associata al concorso straordinario possono costituire società
di capitali e lo possono fare anche prima della scadenza del vincolo triennale.
Tuttavia a tale società non possono partecipare, prima della conclusione dei
tre anni, altri soggetti, che non siano gli stessi vincitori. Inoltre la
società, dovendo rispettare il vincolo della gestione paritaria, non potrà
essere una Sapa, che si caratterizza per le due diverse categorie di soci
(accomandatari e accomandanti), ma potrà essere una Spa o, ancor meglio, una
Srl a condizione però che lo Statuto presenti idonee disposizioni a tutela della
gestione paritaria tra i soci per almeno il primo triennio.
3) Soci non farmacisti:
Anche le società di
persone e non solo le società di capitali possono avere nella propria compagine
soci non farmacisti.
4) Incompatibilità:
a) Medici:
È incompatibile e quindi non può assumere
la qualifica di socio di società titolare di farmacia, qualunque medico, sia
che eserciti la professione sia che non la eserciti e sia solo iscritto all’albo
professionale.
b) Titolari,
gestori provvisori, direttori, collaboratori di farmacia:
È incompatibile e quindi non può assumere
la qualifica di socio, indipendentemente dal fatto che sia un “socio operativo”,
un “socio di capitali”, un “socio persona fisica” o un “socio società”, chiunque
sia titolare, gestore provvisorio, direttore o collaboratore di altra farmacia.
c) Rapporto
di lavoro:
È incompatibile e quindi non può assumere
la qualifica di socio, chiunque abbia un altro rapporto di lavoro, intendendo
con questo non solo un rapporto di lavoro subordinato, ma qualsiasi rapporto di
lavoro (anche autonomo) che abbia carattere continuativo e la cui regolarità
delle prestazioni sia tale da risultare assorbente.
d) Tutte
le farmacie:
Le incompatibilità previste dalla
norma sono applicabili sia alle farmacie vinte con concorso ordinario sia a quelle
vinte con concorso straordinario.
Giovanni
Loi
Commercialista Venezia