Il prossimo 25 maggio diventerà
applicabile in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, compresa l’Italia, la
nuova Legge sulla privacy ovvero il Regolamento
2016/679, concernente la tutela delle persone fisiche con riguardo al
trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati
.
Molti, in questi giorni, ripensando agli
sforzi profusi poco più di una decina di anni fa per adeguare la propria
Farmacia alle disposizioni dell’allora Codice
della privacy
, di cui al D.Lgs n. 196 del 30 giugno 2003, si stanno
chiedendo se fosse proprio necessario emanare una nuova Legge. Il timore è infatti
quello di subire una burocrazia fine a se stessa che, sotto la minaccia di un
severo sistema sanzionatorio, obblighi il farmacista a nuovi adempimenti e a
ulteriori costi amministrativi. Il timore -insomma- di scivolare nell’inutile-già-visto.
Allora la domanda: ne avevamo proprio bisogno?
La mia risposta è: sì! Ce n’è un bisogno
fondamentale.
In questi ultimi tre lustri il mondo è
profondamente cambiato. Il generalizzato miglioramento delle condizioni di vita
di ampie fasce di popolazione, grazie alla diffusione di internet e dei vari sistemi tecnologici interconnessi, ha pagato un
prezzo molto salato: la nostra “intimità”.
Giorno dopo giorno ci siamo scoperti sempre
più tracciati, conosciuti, nudi. Ogni volta che navighiamo in internet, che strisciamo una fidelity o il bancomat, che prenotiamo
un esame, una visita specialistica, che usiamo il cellulare o il telepass,
inviamo dati sulla nostra persona, sulle nostre abitudini, sulle nostre azioni,
i nostri interessi, sul “chi siamo”.
Michal Kosinski, un ricercatore della Cambridge Analytica, ha sviluppato un
algoritmo in grado di prevedere e anticipare le risposte degli utenti, facendo
leva sulle loro emozioni. Secondo il ricercatore sono sufficienti informazioni
su 70 like (“mi piace”) postati su Facebook per conoscere la personalità di
un individuo più dei suoi amici, 150 per conoscerla meglio dei suoi genitori, 300
meglio del suo partner e così via fino ad arrivare a conoscerla più dello
stesso individuo.
Il caso Cambridge Analytica e il possibile coinvolgimento di Facebook nella raccolta e rielaborazione
dei dati di milioni di utenti al fine di condizionarne gli indirizzi
elettorali, ha così riportato proprio in questi giorni l’attenzione dei media sul delicatissimo tema della
tutela della privacy e sulla
vulnerabilità degli attuali sistemi di controllo. In questo contesto assume
quindi una particolare valenza, la profonda e sistematica riforma della
normativa sulla protezione dei dati attuata dall’Unione Europea attraverso il
nuovo Regolamento 2016/679.
La riforma, che nel nostro Paese manda in
pensione il vecchio Codice della privacy
(DLgs 196/2003), si articola su 6 componenti fondamentali:

Norme coerenti;

Procedure semplificate;

Azioni coordinate;

Coinvolgimento degli utenti;

Informazioni più efficaci;
– Rafforzamento dei poteri volti a garantire
il rispetto delle norme anche attraverso l’applicazione di sanzioni
amministrative pecuniarie.
Per le Farmacie, che per natura trattano “dati
sensibili”, si pone quindi l’urgente problema di adeguarsi alla nuova
normativa, attuando tutte quelle misure tecniche e organizzative necessarie a
garantire il corretto trattamento dei dati.
Nelle prossime settimane le Farmacie
dovranno quindi individuare il proprio responsabile e incaricato al trattamento
dei dati, svolgere un’attenta valutazione dei rischi, dotarsi di un Registro in
formato cartaceo ed elettronico in cui indicare le diverse attività poste in
essere con riguardo al corretto trattamento dei dati. Dovranno soprattutto comprendere
come la privacy possa rappresentare un
momento di crescita della cultura aziendale, di riorganizzazione e
miglioramento dell’intera struttura, ponendo maggior attenzione alla gestione
delle informazioni e alle esigenze di riservatezza della propria clientela.
Giovanni Loi
Commercialista
Venezia