La Legge di Bilancio appena approvata dalla
Camera dei Deputati con 313 voti favorevoli e 70 contrari sarà ricordata come una
delle più controverse degli ultimi anni.
Tuttavia se flat tax, reddito di cittadinanza e quota-cento hanno infiammato il dibattito politico e mediatico, gli interventi
rivolti al settore della distribuzione farmaceutica sono passati quasi in
sordina. Tra quest’ultimi merita però una particolare menzione la disposizione contenuta
nei commi 551 e 552 che, modificando l’art.1, comma 40, della Legge 662/1996,
ha:
ridotto
la soglia che identificata le “farmacie a basso fatturato”
da euro 300 mila
di fatturato annuo in regime SSN al netto
dell’Iva
ad euro 150 mila;
stabilito
per le “farmacie a basso fatturato”
, ovvero per le farmacie con un fatturato annuo in regime di SSN al netto
dell’Iva
inferiore ad euro 150 mila, sia l’esenzione dagli sconti proporzionali al prezzo del farmaco a favore
del Ssn, ai sensi dell’art.1, comma 40, della Legge 662/1996, sia l’esenzione
dall’ulteriore sconto di cui all’art. 15, comma 2, del decreto legge 95/2012,
attualmente pari al 2,25%;
precisato
che a partire dal 2019 nel calcolo del fatturato annuo in regime SSN al netto dell’Iva
rientreranno le seguenti voci:
* il fatturato per i farmaci ceduti in regime di
Ssn;
* la remunerazione del servizio di distribuzione
reso in nome e per conto;
* il fatturato delle prestazioni di assistenza
integrativa e protesica erogati in regime di SSN e regionale;
* le quote di partecipazione alla spesa a carico
dell’assistito (ticket).
Saranno invece escluse dal calcolo:
* le percentuali Iva;
* le trattenute convenzionali e di legge;
* gli altri sconti;
* le quote che rimangono a carico dei cittadini (ovvero
la differenza fra il prezzo più basso e il prezzo del farmaco prescritto qualora
il medico apponga sulla ricetta l’indicazione insostituibile oppure l’assistito
non accetti la sostituzione proposta dal farmacista);
* la remunerazione di ulteriori prestazioni per
servizi erogati dalle farmacie convenzionate.
L’inclusione
del ticket all’interno del fatturato annuo
rilevante ai fini dell’applicazione degli sconti farà certamente discutere la categoria in quanto non solo è
penalizzante per le Farmacie prossime alla soglia, ma soprattutto si pone in contrapposizione
col Parere rilasciato lo scorso 22 gennaio dall’Ufficio Legislativo del Ministero
della Salute su istanza di Federfarma.
Il
Ministero della Salute aveva infatti chiarito che le quote di partecipazione
alla spesa a carico dell’assistito (ticket) non dovevano rientrare nel calcolo
del fatturato annuo in regime SSN al
netto dell’Iva
, coerentemente con gli orientamenti giurisprudenziali più recenti.
Giovanni
Loi
Commercialista
Venezia