Un passo in avanti. Forse. Il primo maggio è stato siglato un Protocollo d’intesa tra il Commissario straordinario Arcuri, la Fofi, Federfarma e Assofarm per definire la complicata situazione venutasi a creare a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Ordinanza n. 11 del 26 aprile scorso.

L’Ordinanza, che fissa il prezzo massimo di vendita al pubblico delle mascherine chirurgiche in € 0,50, oltre all’iva di Legge, aveva infatti suscitato in settimana molte critiche in quanto il prezzo di vendita imposto non solo non è remunerativo, ma spesso è inferiore al relativo prezzo di acquisto.

Dal Protocollo d’intesa si evince però le Farmacie che alla mezzanotte del 26 aprile avevano in giacenza mascherine chirurgiche acquisite ad un prezzo (netto iva) superiore a € 0,40 verranno indennizzate per la differenza. Analogo indennizzo spetterà anche quegli acquisti effettuati a decorrere dal 1° aprile, ma ricevuti tra il 27 aprile e il 3 maggio.

L’indennizzo è rappresentato dalla differenza tra i costi, al netto dell’iva, sostenuti dalle Farmacie per l’acquisto entro la mezzanotte del 26 aprile delle mascherine chirurgiche e il prezzo di € 0,40 per singola mascherina ceduta dal 27 aprile in poi e fino ad esaurimento scorte.

L’indennizzo verrà riconosciuto a fronte dell’esibizione:

  • della documentazione tecnica relativa alle quantità di riferimento (certificazione CE, ai test report relativi, conformità ai regolamenti UNI EN 14683, documentazione relativa a produzioni e importazione di mascherine chirurgiche effettuate in deroga al D.L. n. 18 del 17/3/2020 art. 15);
  • dell’estratto dell’inventario di magazzino relativo alle mascherine chirurgiche;
  • della dichiarazione resa dal legale rappresentante della farmacia circa il diritto al rimborso, accompagnata da una dichiarazione di conformità da parte del commercialista o del revisore legale.

Nel Protocollo è inoltre precisato che le mascherine monouso, aventi analoghe capacità protettive e correttamente presenti in commercio, sono equiparate a quelle richiamate nell’allegato 1 della citata Ordinanza n. 11/2020. Pertanto anche per queste mascherine scatta l’obbligo del prezzo di vendita imposto di € 0,50 e del relativo indennizzo a parità di condizioni.

Va purtroppo infine osservato che il Commissario Arcuri a margine della sigla del Protocollo ha precisato che a partire dal 4 maggio “gli italiani troveranno mascherine chirurgiche a 0.50 euro al netto di Iva in 50mila punti vendita, uno ogni 1.200 abitanti. Da metà del mese diventeranno 100mila, uno ogni 600 abitanti.”

Insomma, le Farmacie sono state utili finora. Arrabattandosi per dare un servizio quando nessuno era in grado di farlo. Procurando le preziosissime mascherine per la popolazione e spesso anche per diversi operatori sanitari, sprovvisti. Ciononostante d’ora in poi saranno solo uno dei tanti canali di distribuzione. Sicuramente il più competente e adeguato. Ma nient’altro.

Giovanni Loi

Commercialista Venezia