La domenica del 26 aprile si concluse per molti italiani davanti alla TV con la conferenza stampa del Presidente Conte e l’annuncio delle nuove disposizioni per l’imminente apertura della Fase 2. In quell’occasione il Presidente fece anche riferimento a quello che ormai è uno dei simboli di questa pandemia: le “mascherine” (!).

“Stiamo pensando – precisò infatti Conte- di stabilire un prezzo per le mascherine chirurgiche che può essere di 50 centesimi. Inoltre, toglieremo l’iva” su questi strumenti di protezione personale.

Il messaggio fu subito accolto con grande favore dai consumatori, ma lasciò un velo di preoccupazione a quei molti Farmacisti che nel frattempo, tra mille difficoltà e per far fronte alle richieste della propria clientela, avevano acquistato scatoloni di mascherine a prezzi decisamente più alti e pagandoci sopra l’iva del 22%.

A dimostrazione che l’Italia è un Paese che funziona e che le promesse diventano realtà, quella stessa notte il Commissario straordinario Arcuri emanò la discussa Ordinanza n. 11/2020 e fissò il prezzo di vendita delle mascherine chirurgiche a 0,50 euro, al netto dell’iva.

Al di là del prezzo, manifestammo subito la necessità di un chiarimento da parte del Governo circa le proprie intenzioni in materia di iva. L’espressione a-tecnica usata dal Presidente Conte in conferenza stampa (“toglieremo l’iva”), lasciava troppi dubbi (www.epicanews.it, post 86/2020). In particolare non era chiaro se il Presidente Conte intendesse rendere le cessioni “esenti iva” oppure a “iva zero”.

La questione non è di poco conto in quanto la normativa di riferimento (art. 19, DPR n. 633/1972) stabilisce che l’iva relativa all’acquisto o all’importazione di beni e servizi afferenti operazioni esenti non è detraibile a differenza di quanto invece accade per le cessioni a “iva zero”.

Mentre tutti attendavamo l’auspicato chiarimento, lo scorso 19 maggio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto n. 34/2020 (meglio noto come “Decreto Rilancio”) che all’art. 124 e nel relativo commento in Relazione illustrativa, stabilisce per le cessioni di beni necessari per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 (tra cui le mascherine):

  • la riduzione dell’aliquota iva al 5%;
  • l’esenzione dall’aliquota sull’iva per le cessioni effettuate entro il 31 dicembre 2020;
  • il riconoscimento per le cessioni effettuate entro il 31 dicembre 2020 di un’aliquota iva pari a zero;
  • il diritto alla detrazione dell’iva (ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del DPR n. 633/1972).

Insomma, di tutto di più!

La disposizione, immediatamente operativa, da un lato, lascia tutti gli addetti nella più totale incertezza interpretativa, mentre dall’altro rafforza tra i Farmacisti la convinzione di aver subito un ulteriore danno.

Giovanni Loi

Commercialista Venezia