Il “Decreto sostegni”, appena approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 19 marzo 2021 e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, introduce alcune importanti disposizioni a favore delle Farmacie.

Innanzitutto, come anticipato nei giorni scorsi alle Commissioni Sanità di Camera e Senato dal Ministro della salute Speranza, i farmacisti vengono inseriti tra gli operatori sanitari preposti alla somministrazione dei vaccini.

Del resto l’esclusione disposta dall’ultima Legge di bilancio (Legge 30 dicembre 2020, n. 178), consentendo la vaccinazione in farmacia solo sotto la supervisione del medico, stonava non solo rispetto alla situazione di crescente emergenza, ulteriormente aggravatasi nelle ultime settimane per l’avvento della “terza ondata” e le difficoltà di approvvigionamento e utilizzo dei vaccini, ma anche rispetto ai riscontri positivi delle “iniziative attuate nei Paesi appartenenti all’Unione europea finalizzate alla valorizzazione del ruolo dei farmacisti nelle azioni di contrasto e di prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2”.

In via sperimentale viene quindi consentita per l’anno in corso la somministrazione di vaccini nelle farmacie aperte al pubblico da parte dei farmacisti, purché siano opportunamente formati, anche rispetto alla disciplina del consenso informato, che gli stessi devono acquisire direttamente.

A tal riguardo è prevista la stipulazione di specifici accordi con le organizzazioni sindacali rappresentative delle Farmacie, sentito il competente ordine professionale, volti a disciplinare gli aspetti operativi, compresi i requisiti minimi strutturali dei locali per la somministrazione dei vaccini e le opportune misure da adottarsi per garantire la sicurezza degli assistiti.

Per assicurare il puntuale adempimento degli obblighi informativi (come previsti dall’articolo 3, comma 5, del decreto legge 14 gennaio 2021, n. 2), i farmacisti devono trasmettere, senza ritardo e con modalità telematiche sicure, i dati relativi alle vaccinazioni effettuate alla Regione o alla Provincia autonoma di riferimento, attenendosi alle indicazioni tecniche fornite da queste ultime, anche attraverso il Sistema Tessera Sanitaria.

Altra novità molto importante riguarda la remunerazione.

Il Legislatore è tornato a ribadire nella Relazione illustrativa al Decreto sostegni la preoccupazione per la tenuta del Sistema della distribuzione farmaceutica nel nostro Paese a causa della diminuzione della spesa convenzionata, che potrebbe esporre molte farmacie al rischio chiusura e pertanto propone un nuovo modello di Farmacia che oltre al farmaco assicuri ai cittadini una serie di prestazioni aggiuntive. “Durante l’emergenza covid-19 -si legge- la farmacia ha svolto un’importante assistenza sia per l’esecuzione di test mirati a rilevare la presenza di anticorpi e di tamponi antigenici rapidi che per la somministrazione dei vaccini. (…) La farmacia può diventare il luogo dove la popolazione può trovare la prima risposta alle proprie domande di salute, un’azienda erogatrice di servizi da mettere a disposizione del pubblico. Tali disposizioni hanno lo scopo quindi di passare da un sistema di remunerazione fondato sulla scontistica sul prezzo a una remunerazione che valorizza la funzione; in tal modo si incentiva la vendita anche dei farmaci generici che hanno un prezzo più basso rispetto agli altri”.

Al di là delle aspettative, già in passato ampiamente disattese soprattutto a causa della incapacità della Filiera del farmaco di trovare un punto d’incontro sul “nuovo modello di remunerazione”, il Decreto sostegni al fine di rafforzare strutturalmente la resilienza, la prossimità e la tempestività di risposta del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) alle patologie infettive emergenti e ad altre emergenze sanitarie, prevede a favore delle Farmacie, in via sperimentale, per gli anni 2021 e 2022, una remunerazione aggiuntiva per il rimborso dei farmaci erogati in regime di Servizio sanitario nazionale nei limiti dell’importo pari € 50 milioni per l’anno in corso (dato che la sperimentazione dovrebbe partire dal prossimo mese di settembre) e a € 150 milioni per il prossimo anno, da adottarsi con decreto del Ministro della salute di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

In conclusione da quest’ultimo Decreto ne esce una Farmacia finalmente rivalutata sotto il punto di vista del riconoscimento del ruolo di centralità all’interno del Servizio sanitario nazionale, che premia -tra l’altro- l’importante lavoro svolto con professionalità in questi difficili mesi nel contrasto alla diffusione della pandemia e nell’erogazione di servizi sanitari.

A ciò si aggiunge un primo significativo stanziamento di risorse economiche, volto a contrastare l’ormai evidente incapacità dell’attuale modello di remunerazione, basato sul “sistema del margine”, di garantire in un contesto di prezzi decrescenti, il mantenimento dell’equilibrio economico e adeguati standard di efficienza ed efficacia.

Chissà che dopo tanti anni difficili non si stia finalmente aprendo per la Farmacia una nuova stagione.

Giovanni Loi

Commercialista Venezia